Si è tenuta tra il 7 e il 10 aprile 2016 presso la Fiera di Roma la semestrale fiera del fumetto e dell’animazione Romics, uno degli eventi più in vista della Capitale, tanto da contare un ottimo fatturato e un risalto mediatico notevole, oltre che la partecipazione di ospiti speciali legati al mondo della carta stampata e non (come la stessa Regione Lazio, che all’evento ha presentato iniziative, quali Spazio Attivo, Roma Futuro, Torno Subito, Lazio Creativo, Lazio Innovatore e FabLAB, indirizzate all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e alla ripresa e all’innovazione della varie industrie regionali, e vari enti benefici). Un’occasione speciale per i fans sia grandi che piccoli, visto che alla Fiera, oltre alla presenza di numerosi negozianti ed editori, si è potuto assistere alla premiazione del Romics d’Oro, consegnato nientemeno che a Go Nagai, creatore di opere del calibro di Mazinga Z, Goldrake e Devilman e grande estimatore del nostro Paese. Tra gli altri ospiti William Simpson, disegnatore noto per aver collaborato nella serie tv Game of Thrones, il regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot” Gabriele Mainetti e la cartoon band “Raggi Fotonici”. Ancora una volta si segnala l’affluenza dei “cosplayers”, fans di opere di fantasia che si travestono come i personaggi delle stesse (e ai quali è dedicato uno speciale contest).
La presenza massiccia degli “YouTubers” alla fiera è stata accolta con sentimenti alterni: gioia per vari appassionati, ma anche indifferenza o ostilità da parte di altri, che ritengono questi artisti estranei al concetto stesso di Romics, di fatto snaturandolo.
Tuttavia, non si può negare il successo di questa edizione, e questo ci fa sperare in altre iniziative volte ad attirare ulteriore turismo nella Capitale.

Di Simone Pacifici

È di qualche giorno fa il comunicato stampa reso noto dal Comune di Roma nel quale si comunica lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per la realizzazione dell’edizione 2016 dell’Estate Romana. Il provvedimento, firmato dal Commissario Tronca, dà mandato al Dipartimento delle Attività Culturali e del Turismo di redigere due avvisi pubblici specifici, il primo dedicato alla kermesse, alla quale verrà destinato un milione di euro, e l’altro al Festival di spettacolo dal vivo e/o cinematografici dichiarati Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città per il periodo 204-2016, ai quali verranno destinati i restanti 500 mila euro.
I criteri per accedere a questi fondi sono numerosi, quelli che spiccano sono la responsabilizzazione e il coinvolgimento dei Municipi, l’impegno dei giovani per promuovere la storia, i valori e le caratteristiche che distinguono il territorio nel quale avranno luogo gli eventi, la capacità di autofinanziamento con risorse provenienti da privati o da sponsor, l’attenzione ai temi trattati, in particolar modo sarà premiata la qualità dei progetti sottoposti. 
I progetti saranno oggetto di approvazione mediante la pubblicazione di una graduatoria e dovranno comunque essere sottoposti all’esame delle Sopraintendenze Statali, Capitolina e di altri uffici del territorio in ragione della scelta del luogo dell’evento.

Di Simona Chiti

Come mai in questi giorni non facciamo altro che sentir parlare di Tempa Rossa e delle dimissioni del ministro Guidi? L’impianto di Tempa Rossa è saltato agli onori della cronaca poiché oggetto dell’indagine sull’autorizzazione dei lavori ad esso connessi, un iter che si è concentrato sul traffico di influenze illecite legato al nome di Gianluca Gemelli, compagno del Ministro Guidi il quale avrebbe sfruttato la relazione con quest’ultima per ottenere dei favori. Il traffico illecito di influenze è un reato che è stato inserito nel 2012 codice penale all’art 346 bis con la legge anticorruzione, la quale sanziona il ruolo del mediatore nei processi corruttivi, introdotta per contrastare la figura dei cosiddetti “faccendieri”, intese come coloro che sfruttano le relazioni instaurate con funzionari pubblici e politici creando dei rapporti di tipo corruttivo. 
Questo caso ha riportato alla luce un “problema” tutto italiano legato alle lobby e l’evidente difficoltà che il nostro sistema politico – giuridico ha nel gestirle e regolarle, soprattutto se queste sono rappresentative di grandi imprese e di interessi economici internazionali.
La mancanza di una definizione del termine lobbismo che definisca il confine netto sul ruolo dei rappresentanti di interesse rende questa norma vaga e porta ad un’applicazione in molti casi inopportuna. È quindi palese la necessità di creare un corpo di regole che mettano le basi per definire i soggetti e i canali di interazione.
È importante che i soggetti pubblici e privati dialoghino tra di loro per creare delle politiche adeguate per i diversi ambiti di interesse, ma è altrettanto necessario creare dei canali di interlocuzione che siano legali e trasparenti.

Di Simona Chiti

L’Italia è un paese dal diffusissimo rischio idrogeologico e sismico, non smetteremo mai di ripeterlo. Le armi a nostra disposizione riguardano l’utilizzo del suolo, come e dove costruire, rafforzare i territori deboli e, ultimo ma non meno rilevante, la formazione per sensibilizzare la cittadina all’argomento e alle buone pratiche. In un periodo come questo, in cui la fiducia nelle istituzioni e la politica continua a vacillare, si sente spesso parlare di “azioni dal basso”, cioè azioni, politiche e non, che vedano in primo piano il cittadino come soggetto auto-organizzante.
Bene, anche per la prevenzione vogliamo usare questo termine, ma in un senso diverso: utilizzando il termine “dal basso” intendiamo che bisogna partire da chi deve ancora crescere e si sta alzando verso la vita, i bambini.
L’inizio del weekend appena trascorso ha visto le giornate conclusive dell’ottava edizione “Scuola multimediale di protezione civile”, promosso dal Dipartimento della Protezione Civile con l’obiettivo di approfondire nelle scuole la conoscenza dei rischi presenti sui territori: terremoti, alluvioni, vulcani, maremoti, ma anche rischi provocati dall’attività umana. Il progetto ha visto la partecipazione di 10 Regioni, 59 istituti e 15000 bambini delle classi 4° e 5° della scuola primaria e 1° della scuola secondaria di primo grado. In accordo con i tempi, il programma è stato portato avanti anche grazie alla creazione di una piattaforma multimediale, scuolamultimediale.protezionecivile.it., in cui, con approccio ludico, posso essere approfonditi gli argomenti trattati in classe.

Di Andrea Poliseno

Le strade dissestate e le famose buche della capitale creano numerosi disagi ai cittadini romani, ma forse i più colpiti dal problema sono gli autisti dell’Atac, costretti a guidare per ore su strade sobbalzanti con mezzi spesso fatiscenti. Da alcune ultime ricerche sembra che i conducenti dei mezzi pubblici risentano anche fisicamente dei dissesti stradali di Roma: la conferma arriva da un’inchiesta che indaga su più di 40 casi di autisti affetti ernia del disco e patologie schienali. Per il magistrato a cui è affidato il caso si tratta a tutti gli effetti di una malattia professionale, con responsabilità da attribuirsi ai funzionari della capitale, a dir poco negligenti nei confronti della cura delle strade di Roma.
Se venisse confermata l’ipotesi, gli autisti avrebbero diritto ad un risarcimento da parte del Campidoglio.

Di Valerio Bocci