Pronti a far cadere l’altro candidato per il minimo errore, Raggi e Giachetti si scontrano duramente: più che sfida, un duello all’ultimo voto.Raggi sta guadagnando terreno, Giachetti arranca. Nel confronto televisivo “In Mezz’ora” su RaiTre forse i due candidati vengono allo scoperto attaccandosi reciprocamente quando la conduttrice Annunziata pone loro una domanda personale sul giudizio del candidato rivale.
Giachetti su Raggi: “Penso che una persona che decida di candidarsi a una città come Roma abbia una grande forza interiore e abbia una sua ambizione che va valorizzata. Poi quello che mi preoccupa è che la candidata Raggi abbia eccessivi tentennamenti, cioè è concentrata più sul no che sul sì”.
Raggi su Giachetti: “Penso che il massimo momento di onestà di Giachetti fu quando disse in radio che non aveva le qualità per fare il sindaco di Roma. Poi qualcuno lo chiamò e gli fece cambiare idea, lo stesso che ha chiamato i consiglieri di Marino per farli dimettere”.
Certo è che i candidati stanno pensando di screditare l’altro candidato con ogni strumento anziché proseguire la campagna elettorale per il ballottaggio illustrando i relativi programmi.
Raggi ha un programma visivamente snello, illustrato in undici sezioni tipo “blog” da approfondire: dai rifiuti allo sviluppo, dalla scuola all’ambiente; accompagnate da due pagine “ecofriendly” che possono essere stampate.
Se non si vuole leggere l’intero programma vi sono delle descrizioni generali su ogni sezione.
Giachetti invece punta sull’analisi completa dei problemi in dodici punti che bisogna leggere integralmente, accompagnati da un depliant di circa 95 pagine, un bello schiaffo all’ecologia se viene stampato.
I temi forti del talk show: le olimpiadi, l’ATAC, le partecipate.
Raggi - sempre nel talk show continua - “Bisogna lavorare con il bisturi” forse alludendo al voto dell’ex sindaco Marino che per voto di protesta voterà lei come ha dichiarato a “La Stampa”, o forse perché la sfida su Roma potrà avere la crisi di rigetto dopo venti anni che è governata dal centro-sinistra.
Il certo è che Roma sarà da curare per tutte le ferite che le hanno provocato, il chirurgo dovrà essere bravo, sicuro ed avere la mano ferma.

Di Francesco Maiolo