Questa volta gli operatori AMA l’hanno fatta proprio grossa. Sono riusciti a far andare su tutte le furie anche gli abitanti di Acilia che da tempo ormai assistono inermi alla mancata raccolta differenziata porta a porta e che finalmente attraverso il Comitato di Quartiere stanno protestando utilizzando canali ufficiali dedicati sia della stampa che della giustizia, per l’inefficienza degli operatori. In un’intervista rilasciata al Messaggero di Roma, il Presidente del Comitato di quartiere Acilia Sud, Alessandro Meta, ha riferito che: “Abbiamo mandato un dettagliato resoconto delle giornate di mancato passaggio degli operatori nei condomini e abbiamo anche documentato con un filmato che gli addetti al ritiro hanno ammucchiato insieme sul medesimo camion i rifiuti indifferenziati e la plastica, rendendo completamente inutile l'opera svolta dagli utenti”.
Per la verità il disservizio dell’AMA non è cosa casuale, se qualcuno volesse farlo credere, poiché anche all’Infernetto perdura da mesi. Il porta a porta non funziona. Sono molte le segnalazioni che i singoli cittadini fanno pervenire al numero verde dell’AMA per il mancato ritiro della differenziata nel porta a porta.
Il disservizio crea ulteriori problemi. In primis un problema igienico sanitario che scaturisce dal fatto che soprattutto d’estate l’umido non ritirato porta animali nelle abitazioni dei cittadini. E questo problema non si risolve tenendo il secchio in casa. Formiche e scarafaggi stanno infestando inesorabilmente intere località come quelle dell’Infernetto, ad esempio, che piuttosto che apparire un quartiere residenziale sembra un accampamento di sfollati. 
Una vera vergogna a cui non si può assistere senza dire nulla e addirittura ricevendo e pagando bollette salatissime per un servizio che presenta una negazione ovvero, non si riceve. 
Forse è il caso che il numero uno dell’AMA provveda a rivedere i numeri e le statistiche che si forniscono in interviste per la copertura della città di Roma visto che se si offre un servizio dove il cittadino oltre a pagare di più deve anche lavorare a fare la separazione, si dovrebbe anche svolgerlo quel servizio, e non far vivacchiare gli operatori tra uno sciopero e l’altro, tra un capriccio e l’altro, tra una debilitazione e l’altra. 
Invece, cosa rimane del porta a porta a Roma? Forse solo il nome di una famosa trasmissione televisiva. Null’altro.

Di Donatella Carriera