Come ogni anno si ripropone l’appuntamento con il pagamento delle imposte e delle tasse. E, anche per quest’anno il pagamento delle famigerate imposte locali IMU e TASI, è in scadenza al 16 giugno con la formula in acconto per poi pagare il saldo a fine anno. Nel precedente articolo si è parlato di esenzione dell’IMU e della Tasi concessa a determinati soggetti in funzione di determinati requisiti.
Ma oltre alle esenzioni, nella legge di stabilità 2016 sono state previste anche agevolazioni e detrazioni di riduzione del pagamento a cui potranno accedere i proprietari di immobili che concedono in locazione un appartamento a canone concordato oppure cedono in comodato un immobile a parenti di primo grado in linea retta.
Nel primo caso, canone concordato, si potrà beneficiare di una riduzione del 25% sull’IMU e Tasi, rispetto a quell’immobile. Nel secondo caso, comodato, si potrà beneficiare di una riduzione del 50% sull’IMU e la Tasi.
Una riduzione importante, quella del 50% applicata sul comodato che però è accessibile solo con il rispetto di alcuni requisiti. E’ indispensabile dunque la formalizzazione scritta e registrata presso l’Agenzia delle Entrate del contratto di comodato di un immobile non appartenente alle categorie catastali di lusso (A1, A8, A9) tra genitore e figlio entro il 5 febbraio 2016. Nel caso di formalizzazione verbale, la registrazione del contratto dovrà avere la data del 1 marzo 2016.
È chiaro che il figlio (comodatario) dovrà utilizzare l’abitazione come principale.
Ulteriori requisiti per l’accesso all’agevolazione da parte del comodante (genitore) riguardano: la residenza che dovrà essere nello stesso Comune ove è sito l’immobile concesso in comodato; la proprietà della sua abitazione principale, sempre non di lusso, nello stesso Comune; non deve possedere ulteriori immobili abitativi sul territorio italiano.

Di Donatella Carriera