Venerdì 20 maggio il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato con il presidente del Consiglio Matteo Renzi l’intesa per il Lazio: 1,4 miliardi di euro che verranno impiegati per opere pubbliche su tutto il territorio regionale, dalle infrastrutture viarie e ferroviarie al risanamento idrico-ambientale e alla difesa del suolo, dall’edilizia sanitaria agli interventi nevralgici per migliorare la competitività e sostenibilità della nostra regione. Questi investimenti saranno resi possibili grazie a quattro fonti principali di finanziamento: il fondo di sviluppo e coesione, i finanziamenti per l’edilizia sanitaria ex art. 20, i finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a cui vanno aggiunte le risorse già stanziate da Rfi, i fondi regionali.
Ma analizziamo più nel dettaglio i singoli interventi: per quanto riguarda la rete viaria, la Regione vuole continuare a rendere le strade più efficienti e sicure: tra le priorità c’è “la messa in sicurezza di due tra le strade più pericolose d’Italia: la Pontina (sr148) e la Nettunense (sr207)”. Per quanto riguarda la rete ferroviaria, “nei mesi scorsi la Regione ha già rinnovato oltre l’80% del materiale rotabile del Lazio; ridotto i tempi di attesa; aumentato i posti nelle ore di punta; abbattuto i ritardi; effettuato importanti interventi per migliorare la rete con risorse già stanziate da Rfi”. Con questi nuovi fondi saranno promossi interventi per la modernizzazione della Roma-Lido e della Roma-Viterbo, sarà completata la Orte-Civitavecchia – un’arteria fondamentale per la mobilità delle persone e delle merci dall'Autostrada del Sole verso il porto di Civitavecchia; infine verranno ultimati i lavori alla metro C.
È previsto inoltre “un grande piano per la cura delle acque e dell’ambiente per garantire il diritto a un bene essenziale come l’acqua a tantissimi cittadini”. Sul fronte sanità gli obiettivi primari saranno “la ristrutturazione di tutti i reparti maternità del Lazio, il rifacimento dell’intera rete dei consultori, i lavori al Policlinico Umberto I, il nuovo ospedale dei Castelli, le case della salute”.
“Dopo la stagione del risanamento, oggi possiamo finalmente dire che con gli investimenti sta nascendo il nuovo Lazio”, ha commentato Zingaretti. “Dopo anni di conflitti tra governi e amministrazioni locali si torna a costruire e programmare su obiettivi comuni, rimettendo al centro i grandi temi dell’economia, della bellezza, della cultura, dell’ambiente”.

Fonte: www.regione.lazio.it

Di Benedetta Carulli

Roma è sempre più smart, e nel settore che più ci rappresenta. Questa volta l’investimento è sul foodtech. Con un monte investimenti sul settore di 5,7 miliardi di dollari (in crescita del 152% su base annua). Il 12 Maggio è stato presentato il primo acceleratore globale di startup dedicato al cibo, Startupbootcamp Foodtech. Nel primo trimestre del 2016, in leggera contrazione sul venture capital, il foodtech ha subìto una battuta d'arresto (27 investimenti contro i 78 del primo trimestre dell'anno precedente). Entro il 2020 ci saranno 285 milioni di dispositivi IoT (Internet of Things) nella filiera agro-alimentare, 75 milioni dei quali nelle aziende agricole. Terreno fertile dunque per l'innovazione, e qualcuno se ne sta accorgendo. I protagonisti di questo progetto sono nomi altisonanti della scena italiane e internazionale: Gambero Rosso, Monini, LVenture Group, Cisco, e M3 investimenti. Spiega Paolo Cuccia (Presidente di Gambero Rosso): «il food è il più grande mercato di consumo al mondo.» Per Zafferino Monini: «è un settore strategico per il nostro paese e per il futuro del nostro pianeta». L’obbiettivo è raccogliere idee innovative fuori dall’Italia, circa per il 70%. Va sottolineato che il 13% del PIL con un valore di 208 miliardi di euro è prodotto dal settore alimentare e dà lavoro a 3,3 milioni di persone. Numero che cresceranno se supportati dalla tecnologia grazie alla ricerca e l’innovazione che le startup e italiane e straniere porteranno nel settore. Il programma nello specifico investirà ogni anno in 10 imprese, dotandole di capitale per 15 mila euro e le ospiterà a Roma per 6 mesi, affiancando loro mentor di realtà come: Google, Facebook, Intel, Amazon, Cisco per 3 mesi. Peter Kruger è CEO e fondatore di Startupbootcamp Foodtech, con 25 anni di esperienza nel digitale, è lui ad aver scelto Roma per il lancio di questo programma globale.

Per candidarsi alla call entro il 19 settembre 2016: www.startupbootcamp.org/accelerator/foodtech.html

Di Valerio Lofoco

È passato ormai qualche anno da quando la regione Lazio ha subito il commissariamento per l’attuazione del Piano di rientro dei disavanzi del settore sanitario. Proprio per questo motivo ogni anno i giudici contabili producono un report sulla situazione finanziaria di diversi istituti. Ad esempio, l’esercizio 2014 degli IFO di Roma - l’Istituto Regina Elena per la ricerca, lo studio e la cura dei tumori e l’Istituto San Gallicano specializzatosi nella cura delle dermopatie, in particolare oncologiche e professionali – chiude con un disavanzo di -42,6 milioni, in miglioramento rispetto ai 54,4 del 2013, ma sempre troppi. La difficoltà economica viene definita “strutturale”, ed ha portato all’ipotesi negli anni scorsi di unire gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) pubblici della città, cioè lo “Spallanzani” e, appunto, Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena.
L’eventuale problema di tale fusione, paventato anche e soprattutto dagli stessi medici, sarebbe quello di “demansionare” gli IFO a semplici ospedali oncologici annullandone le caratteristiche di polo di ricerca riconosciuto a livello internazionale, solo per seguire una logica di risparmio a danno degli stessi pazienti, i quali traggono benefici dalla ricerca stessa.
Nel frattempo la nota della corte dei conti specifica anche “[…] appalesi prioritario il rispetto del vincolo di budget fissato dalla regione stessa sul versante dei costi, pur tenendo presente l’esigenza di garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini, nel rispetto dei principi sanciti dall’art. 32 della Costituzione”. Senza una drastica riorganizzazione e ristrutturazione del sistema sanitario, per quanto questo sarà ancora possibile?

Di Andrea Poliseno

Nel recentissimo appuntamento diretto sui social networks il Premier Matteo Renzi ha affrontato una serie di questioni che, diciamocela tutta, potrebbero sciogliere molti nodi elettorali e orientare meglio il voto del prossimo 5 giugno. Tre i temi principalmente trattati che hanno impattato direttamente sui giovani, sul ceto medio e in generale sul contribuente. Ai primi, il Premier ha promesso un bonus di 500 euro agli studenti, che elargirà solo dopo le elezioni “sennò tutti dicono che Renzi vuole comprarsi i giovani” ha precisato in diretta. Per i secondi, chiaramente non trattandosi di campagna elettorale, ha promesso il taglio delle tasse. Per i terzi, il popolo dei contribuenti, cioè tutti, ha promesso invece l’eliminazione di Equitalia entro il 2018.
Riguardo a quest’ultimo punto, in realtà, siamo molto ben lontani dal pensare che si tratti effettivamente di un’eliminazione ma più una frase d’effetto che agisce a livello subliminale sui contribuenti arrabbiati.
Infatti, un comunicato sul sito web della CGIL precisa che in realtà in atto vi è una riorganizzazione della società di riscossione Equitalia prevedendo la costituzione di una new co molto razionalizzata a livello territoriale a seguito di accorpamenti vari delle Direzioni Regionali.
Quindi si tratta di una riorganizzazione vera e propria delle agenzie sul territorio e di una confluenza, quindi, della riscossione all’interno dell’Agenzia delle Entrate.
Forse il Premier avrebbe dovuto chiarire meglio i vari passaggi in modo da evitare, nel giorno seguente l’annuncio, l’agitazione dei sindacati dei lavoratori, che nel frattempo hanno indetto manifestazioni ad hoc.

Di Donatella Carriera

A due settimane dalle votazioni che decideranno il sindaco di Roma e la sua giunta per i prossimi tre anni noi dei Cento Giovani abbiamo deciso di fare un sondaggio su vari campioni di popolazione. I risultati che sono scaturiti dalla nostra indagine hanno riportato una vittoria netta di Virginia Raggi, candidata del M5S, che riscuote successo tra le genti di tutte le età e di tutti i ceti sociali, conquistando poco meno del 35% dei voti. Dietro di lei Giorgia Meloni, che ha riscosso più del 25% delle preferenze, soprattutto presso i professionisti nella fascia tra i 35 e i 60 anni e un po’ anche tra i giovani. Seguono, decisamente più lontani, Roberto Giachetti, candidato del PD, con un elettorato socialmente piuttosto eterogeneo, che si pone al 15%, Alfio Marchini, che ha un certo successo tra i benestanti di ogni età, tra il 10% e il 15%, e Stefano Fassina, ben voluto da una cerchia ristretta di giovani. Seguono candidati di varie formazioni minori. Una parte degli intervistati ha deciso di tenere segreto il proprio voto.
Sul ballottaggio si è espressa una preferenza generale nei confronti della Raggi, soprattutto tra i giovani universitari, mentre nel caso di un confronto tra destra e sinistra la situazione si presenta sostanzialmente alla pari.
Tuttavia, nel nostro sondaggio abbiamo registrato un forte astensionismo da parte degli elettori, all’incirca al 20%, che giustificano la loro scelta principalmente nella sfiducia nella classe politica da parte degli over-35, mentre i più giovani si dichiarano generalmente contro il “sistema”, ma soprattutto dobbiamo fare i conti con il gruppo degli indecisi, che arriva a toccare cifre da capogiro: più del 35% dei votanti, anch’essi distribuiti in modo eterogeneo, di cui solo una bassa percentuale dichiara la propria ostilità nei confronti dei candidati di destra, mentre il restante non esclude di poter votare un candidato di qualsiasi colore politico, o, in certi casi, compilare addirittura scheda nulla.
Un dato allarmante, sia elettorale sia sociale, vista la generale sfiducia, se non ostilità, nei confronti della classe politica, che non ci dà certezze concrete all’indomani delle consultazioni popolari, e che potrebbe riservarci grosse sorprese.

N.B.: il campione intervistato è stato pari a 89 soggetti ripartito in 40% studenti, 10% lavoratori under-35 e 50% lavoratori over-35 nei Municipi I, II e VIII

Di Simone Pacifici

Noi dei CentoGiovani non ci siamo limitati a seguire l’incontro tenutosi lunedì 9 maggio alla Casa di S. Francesca Romana a Ponte Rotto. Abbiamo anche raccolto due interviste concesseci gentilmente proprio dai due autori protagonisti della presentazione, ovvero il Prof. Remo Roncati e il Cavaliere Domenico Rotella.

A Roncati abbiamo chiesto cosa ne avrebbe pensato Alcide De Gasperi di quest’Europa che si è venuta formando nel corso degli anni, una fredda unione monetaria priva di un connotato politico indipendente da essa.
“Resterebbe di certo stupito. Del resto, lui, Schumann e Adenauer volevano un’Europa federata, unita, che rappresentasse il continente intero. L’America sapeva che una volta caduta la Russia l’Europa si sarebbe espansa verso di essa, com’era giusto che fosse, e che sarebbe diventata quindi una grande potenza indipendente, con una propria voce, che potesse anche dare aiuto ai Paesi africani, perché De Gasperi voleva il ritorno nelle colonie di Libia, Somalia ed Eritrea attraverso il sistema del protettorato, perché l’Italia ha rappresentato un elemento di stabilizzazione, dando agli abitanti innovazioni, tecnologie, ma purtroppo egli non è stato ascoltato. Abbiamo avuto l’amministrazione fiduciaria della Somalia per soli dieci anni. De Gasperi avrebbe voluto che durasse almeno trenta, ma purtroppo l’Inghilterra e la Russia si sono opposte. I Paesi dell’Europa dovrebbero imparare che il problema della povertà non si risolve importando gente dall’Africa, ma aiutandoli proprio nel continente africano, creando opportunità di benessere, perché si tratta di un continente ricco, che, se fosse sfruttato a dovere, non avrebbe nulla da invidiare all’Europa e all’America, sempre fondandosi sullo spirito di solidarietà cristiana.”
Il Prof.re conclude con un incoraggiamento verso quest’Europa in crisi profonda, ma soprattutto verso noi giovani: “Non penso che siamo vicini a un disastro mondiale. Anche in tempo di crisi bisogna mantenere la speranza, e lavorare passo per passo, come ha fatto De Gasperi dopo la Seconda Guerra Mondiale”.

 

Ancora un sentito ringraziamento a nome dei CentoGiovani a Remo Roncati per l’intervista concessaci.

 

Di Simone Pacifici

Noi dei CentoGiovani non ci siamo limitati a seguire l’incontro tenutosi lunedì 9 maggio alla Casa di S. Francesca Romana a Ponte Rotto. Abbiamo anche raccolto due interviste concesseci gentilmente dai due autori protagonisti della presentazione, ovvero il Prof. Remo Roncati e il Cavaliere Domenico Rotella.

Con Rotella siamo partiti da un concetto piuttosto generico, ovvero il carattere “segreto” delle varie confraternite cristiane romane del periodo tardo medievale-rinascimentale, e lui ci ha risposto con queste parole: “Queste confraternite avevano certamente un carattere ‘misterioso’, ma non in un senso eretico, quanto piuttosto caratteri ‘nascosti’ della fede, come il sapere matematico insito nelle proporzioni architettoniche delle chiese, una riproposizione ‘in basso’ dell’armonia di ciò che c’è ‘in alto’. Un rapporto che deriva direttamente dalle più antiche tradizioni religiose, tanto che ancora oggi noi usiamo un sistema di suddivisione del tempo sessagesimale di origine mesopotamica, risalente a 5-6mila anni fa, le cui genti, pur non possedendo strumenti avanzati, riuscivano a leggere meglio di noi i ritmi dell’Universo.
Per fortuna, gran parte di questa tradizione ci è pervenuta grazie alle credenze ebraiche, che ce l’hanno trasmessa quasi inalterata, e questa è la vera meraviglia! Ma perché tutto ciò? Perché, esattamente come il cristianesimo, l’ebraismo si basa sull’unico Dio Creatore, sul punto focale da cui è nato tutto l’Universo. Noi possiamo leggere in un modo esegetico anche la Genesi, quando vi si legge la frase ‘Dio DISSE’, che in aramaico indica nello stesso tempo il pensiero e l’azione, ovvero la creazione, e quindi cos’ha smosso la massa informe che c’era prima di essa se non una VIBRAZIONE, un suono, qualcosa che desse il via a questo miracolo? E quindi ecco che il tutto si riconduce alla potenza divina.”

Ancora un sentito ringraziamento da parte nostra per l’intervista concessaci dal Cavaliere Domenico Rotella.

Di Simone Pacifici

In un’epoca in cui l’identità in primis culturale della nostra Europa sembra messa in crisi dalla globalizzazione ideologica è sempre utile rimarcare il ruolo che hanno avuto la religione cristiana e il sapere greco-romano nella formazione della nostra civiltà. Non bisogna mai dimenticare le proprie radici, altrimenti questo conduce alla morte delle nazioni, senza le quali non potrebbe neanche esistere un’Europa federale, un’unione di popoli diversi tra loro, ma riuniti sotto una bandiera comune. E quale bandiera potrebbe rappresentare l’Europa se non quella romano-cristiana?
Con questo ragionamento voglio introdurre l’incontro tenutosi lunedì 9 maggio alla Casa di S. Francesca Romana a Ponte Rotto, dove il Prof. Remo Roncati e Domenico Rotella hanno presentato i loro nuovi libri: “Verso la giustizia sociale” e “Roma, Gerusalemme d’Occidente”, dei quali sono stati letti alcuni estratti da Daniela Poggi, accompagnati da Maria Romana De Gasperi, figlia di Alcide, che ci ha offerto un quadro molto umano dello statista, rappresentato nel privato come un uomo sensibile, silenzioso e affettuoso, nonché discreto poeta dilettante.
Sono state discusse con grande chiarezza da Roncati le ragioni per le quali De Gasperi e Luigi Sturzo sarebbero annoverabili tra i padri fondatori non solo dell’Italia repubblicana, ma anche dell’Europa, e in effetti non ha torto. D’altronde, fu proprio Alcide a proporre di combattere il crescente comunismo creando uno Stato sociale fondante sulla solidarietà cristiana, oltre all’idea di trasformare il proletariato in borghesia rendendolo proprietario, una “democrazia dei proprietari” opposta alla “dittatura del proletariato” marxista.
Invece con Rotella ci avventuriamo in un percorso mistico, in una Roma esoterica e misterica dove il profano si mischia con il sacro, una vera e propria Gerusalemme d’Occidente, in cui il potere della Chiesa si è sostituito a quello dell’imperatore, sommo sacerdote e garante della “pax deorum”, oltre che figura politica, e nei cui monumenti domina il simbolismo e la numerologia, come il pi greco, il numero 3,14, ricorrente nella Bibbia, secondo la cabalistica ebraica.
Questi due studiosi ci ricordano, dunque, che senza una visione dell’Europa cristiana e classica allo stesso tempo quest’unione di popoli non avrebbe ragione di esistere, una deriva che purtroppo si sta concretizzando.

Di Simone Pacifici

Con l’avvento dei social network, la tutela dei dati personali è diventa sempre più difficile e numerosi sono gli attentati alla privacy. A tutela degli utenti italiani è di recente intervenuta l’Autorità garante per la protezione dei dati personali, che per la prima volta si è pronunciata nei confronti di Facebook, accogliendo il ricorso di un utente che ha subito minacce, tentativi di estorsione e lesione dell’immagine pubblica e privata da parte di un altro utente che aveva creato un fake, ovvero un falso account. Inizialmente la vittima si era rivolta direttamente alla multinazionale chiedendo la cancellazione e il blocco del falso account, nonché la comunicazione dei suoi dati, inclusi quelli condivisi dal fake. Di fonte ad una risposta poco soddisfacente, in cui la società si è limitata a fornire istruzioni per accedere ai dati personali alcuni dei quali intellegibili e riferiti esclusivamente all’account valido, la vittima ha deciso di rivolgersi all’Autorità garante.
Quest’ultima ha accolto il ricorso, dimostrando dapprima la sua competenza sul caso e l’applicabilità del diritto nazionale, e poi, con provvedimento del febbraio 2016 si è pronunciata imponendo al colosso web di comunicare all’utente tutti i dati che lo riguardano, oltre a fornire informazioni “sulle finalità, la modalità e la logica del trattamento dei dati personali, i soggetti cui sono stati comunicati e che possono venirne a conoscenza”, entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Inoltre, ha imposto il blocco del fake, ma non la cancellazione, al fine di un eventuale intervento della magistratura.
Il mancato rispetto del provvedimento comporterà l’applicazione di sanzioni non solo amministrative ma anche penali.

Di Claudia De Nigris

Ebbene, sì. Ogni tanto ci sono anche delle buone notizie di cui parlare. In particolare della pregevole iniziativa di carattere sociale promossa dal Presidente della Repubblica all’interno della Tenuta di Castelporziano: finalmente la tenuta sarà aperta anche agli anziani. Si tratta di un nuovo progetto che vede il coinvolgimento di ospiti di centri anziani dei municipi capitolini e degli altri comuni laziali nonché di case di riposo e mense sociali, tutti selezionati dalle Amministrazioni territoriali, Regione Lazio e Comune di Roma.
In realtà già nel 2015, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha realizzato presso la Tenuta di Castelporziano il primo progetto dedicato agli adulti e ai minori disabili facendo nascere un centro estivo diurno che ha ospitato circa 500 persone nel periodo e che anche quest’anno sarà riproposto, come seconda stagione.
Con il nuovo progetto dedicato agli anziani selezionati direttamente dai vari Enti coinvolti, circa 2000 anziani potranno avere l’onore di visitare un paradiso naturale protetto che contiene il 70% delle specie faunistiche che si trovano nella nostra penisola, più di 1000 specialità botaniche e perché no, anche una “postazione di riposo” per gli uccelli che migrano tra l’Europa e l’Africa.
Ma tra le bellezze visitabili dai prescelti, c’è anche il piccolo Museo Archeologico che si contraddistingue per i reperti delle ville Patrizie di Traiano.
Insomma, il Presidente della Repubblica, con questi progetti, mette a disposizione degli italiani un trapezio di circa 6000 ettari che si estende il tra mare, la via Pontina e la via Cristoforo Colombo.

Di Donatella Carriera

Siamo un Paese di conservatori. Questo è quello che traspare ogni volta che qualcuno tenta di apportare dei cambiamenti più o meno significativi nella vita pubblica o in quella di una comunità. Tutto deve rimanere nella modalità originaria al fine di non turbare gli equilibri di qualsiasi genere, di qualsiasi natura. E allora sorge spontanea una domanda: il progetto di costruzione di un centro commerciale potrebbe essere accolto positivamente o negativamente dai residenti di una zona?
La risposta non è semplice poiché andrebbero analizzate diverse variabili tuttavia, i residenti dell’Infernetto, che si vedranno costruire un mega centro commerciale della catena Esselunga occupando circa 100.000 mc estendendosi tra la via Cristoforo Colombo e via Canale della Lingua, sono tutt’altro che favorevoli.
Anzi, insieme alle Associazioni di categoria sono sul piede di guerra. A ben vedere, lo sono stati fin dall’inizio, ovvero dal momento in cui il progetto era stato inserito nei Patti territoriali di Ostia e Fiumicino, nel 2010.
A distanza di anni, i lavori autorizzativi proseguono, e gli oppositori sono sempre più preoccupati sia per le sorti dell’attuale commercio presente nella zona e quindi per la perdita di posti di lavoro, sia per la questione della viabilità, e in ultimo, ma non da ritenere tale, sono preoccupati della situazione idrogeologica in cui versa l’Infernetto.
Dal progetto reso disponibile il centro commerciale si inserirebbe armonicamente nel contesto residenziale, ma il problema della copertura di circa 14.000 metri quadrati non è tuttavia da ritenersi banale, se non si affronta adeguatamente la questione idrogeologica alla quale i residenti della zona pongono un’elevatissima attenzione visto le alluvioni dell’ottobre 2011.

Di Donatella Carriera