Non si può più parlare di mercato degli affitti in Italia, o almeno il mercato degli affitti si sta distruggendo, le cause: tasse, spese e morosità dell’affittuario. Il canone di locazione si è ridotto drasticamente negli ultimi cinque anni, arrivando addirittura a ridursi del 30% in alcune città italiane. Secondo un’indagine di Nomisma, i dati relativi ai canoni di locazione sono negativi in 9 capoluoghi su 10. Ai primi due posti tra le città che perdono di più, Venezia con -34% e Cuneo con -30,6%; a seguire il -17,5% di Milano e il -17,2% di Bologna. Tra i risultati peggiori anche Napoli (-14%), Padova (-14%), Torino (-13,1%), Palermo (-12,7%), Firenze (-11,4%), Roma (-10,4%), Bari (-9,7%).
Si preferisce chiedere di meno agli affittuari piuttosto che rischiare di imbattersi in una persona morosa, visto che di vere sanzioni non esistono per gli insolventi. Sembra che la crisi abbia colpito anche gli affitti tanto che le persone sono spaventate dal mettere inaffitto una loro seconda casa.
Inoltre, la pressione fiscale è arrivata ad un picco storico mai registrato: circa il 60% del canone mensile dell’affitto si deve versare in tasse ed imposte.
Ebbene, uno studio de “Il Sole 24 Ore”ha riportato che a Milano un trilocale con entrata da affitto di 12 mila euro subisce una pressione fiscale del 52,8% nell’ipotesi di Irpef ordinaria e del 37,7% nell'ipotesi di cedolare secca, ovvero un’agevolazione per le case destinate ad uso abitativo.
Pressione che scende al 49,7% nell’ipotesi di locazione diun negozio. A Roma, altro grande termine di riferimento nazionale, per un trilocale da 18 mila euro di locazione si subisce una pressione pari al 51,5% delle entrate lorde ma, con la cedolare secca, si riesce a ottenere un corposo sconto, e a condurre la pressione al 36,4%. Nel capoluogo ligure affittando un trilocale con entrate da 5.400 euro, si subisce una pressione fiscale per Irpef ordinaria pari al 75,23%, che sale addirittura all’82,2% nell'ipotesi di affitto di un bilocale da 3.600 euro.
Al sud non è più bassa come si potrebbe pensare, a Salerno ad esempio, per un trilocale da entrate pari a 7.800 euro, si subisce una pressione fiscale pari al 63,5% nell'ipotesi di Irpef ordinaria, e del 48,4% nel caso di cedolare secca. Ma non sono solo i proprietari a soffrire di questa tassazione soffocante ma anche gli inquilini, soprattutto chi considerato non idoneo per il suo reddito elevato a fare richiesta di una casa popolare, ma avente un tasso di rischio elevato per cui non può richiedere neanche un mutuo per l’acquisto della prima casa. La situazione attuale è disastrosa e servirebbero agevolazioni per non far definitivamente scomparire il mercato degli affitti.

Di Francesco Maiolo

Virginia Raggi, nuovo sindaco di Roma, avrà il grande compito di riportare Roma ad un livello di normalità che ormai manca da anni. Infatti, il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca in una conferenza stampa Estera con il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha detto che “i soldi e tempo ce ne vogliono ma Roma ce la può fare, anzi ce la deve fare”. Tronca, quindi, lascia la Città di Roma al nuovo sindaco, asserendo che “non è vero che le cose non si possono fare” e che devono essere assolutamente evitati “atteggiamenti di rassegnazione”, poiché come si è visto anche durante la gestione commissariale si è riusciti a gestire progetti molto importanti, come ad esempio quello di piazza Venezia in cui “siamo riusciti a trovare nelle pieghe del bilancio i soldi per rifarla completamente”, attivando pertanto “diversi cantieri in contemporanea”. In otto mesi, ha sottolineato ancora Tronca, “sono stati immessi elementi positivi” che hanno consentito “la velocizzazione dei processi amministrativi”, avendo come prassi il “rispetto della piena legalità e trasparenza” e come finalità precisi “obiettivi e risultati”.
Tronca ha fatto anche degli esempi di traguardi raggiunti durante la gestione commissariale, come ad esempio il Giubileo che ha consentito di avere un “bilancio più che positivo per i cantieri: a novembre, quando ci siamo insediati, su 31 opere nessuna era stata cantierizzata mentre oggi sono tutte finite, tranne due di cui abbiamo inteso migliorare i progetti”.
È chiaro che per ottenere questi risultati vi è stato dietro un estenuante lavoro alla lotta alla corruzione e al perseguimento della legalità, così come precisato durante la conferenza stampa dal Presidente dell’Anac Cantone, in tal modo, “le procedure negoziate sono diminuite del 20%, mentre sono aumentate del 25% quelle aperte”. Nel contempo si è verificato “l’incremento del 177% delle somme messe a gara”.
Insomma, l’ex commissario Tronca lascia alla Raggi nuovo sindaco di Roma oltre che in eredità “l’adeguamento del piano anticorruzione e la riorganizzazione della centrale unica di committenza”, anche un messaggio di grande fiducia e speranza, e, al contempo una grande responsabilità poiché, per far funzionare questa metropoli, dovrà effettuare alla perfezione il sistema di monitoraggio e controllo.

Di Donatella Carriera

Virginia Raggi è il nuovo sindaco di Roma. E’ proprio così, forse non sarà una sorpresa per i romani che dovevano solo aspettare i risultati definitivi del ballottaggio del 19 giugno, visto che già dal primo turno Raggi era la candidata prescelta. Raggi ha superato qualsiasi aspettativa guadagnando ben 770mila voti, con il 67,15% di preferenze, mentre Giachetti si ferma esattamente al 32,85. Raggi ha vinto praticamente ovunque, in tutti i municipi, con un boom di voti a Tor Bella Monaca, storicamente di destra, dove incassa il 79%, ed a Ostia, quartiere litoraneo col municipio sciolto per mafia, dove ha ottenuto il 76% dei voti. Buone percentuali anche in centro e ai Parioli, dove Giachetti al primo turno era risultato vittorioso: al I municipio, con l'80% delle sezioni scrutinate, Raggi ha il52,82% dei voti, e nel II il 51,8% (fonte ansa.it).
Il M5S stanotte ha festeggiato in tre luoghi, prima in piazza del Popolo, poi parco Schulster a Porta San Paolo per poi andare in via Avogadro. Forse non soltanto per festeggiare la vittoria su Roma, ma la vittoria di 19 ballottaggi su 20: il M5S si è confermato “macchina da ballottaggi” come sono stati definiti dall’Istituto Cattaneo. È sfida con il Governo e con il Partito Democratico che delude tutti, anche in Toscana i dem perdono cinque ballottaggi su sei, compresa la roccaforte di Grosseto. Renzi chiarisce che la vera sfida sarà il Referendum confermativo sulla Costituzione e che questo è stato solo un risultato locale. Un commento pacato per non destare sospetti sulle sue preoccupazioni che esporrà alla direzione nazionale, convocata per il 24 giugno prossimo.
“Sarò il sindaco di tutti, di tutti i romani, anche di quelli che non mi hanno votato. Lavoreremo per riportare legalità e trasparenza nelle istituzioni, che dopo oltre 20 anni di malgoverno e Mafia capitale, non vedevano più questi criteri a guidare l'amministrazione: noi li riporteremo come centrali per le scelte politiche, con noi si apre una nuova era”, ha commentato Raggi, emozionata per la vittoria.
I complimenti arrivano anche dalla rivale Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, uscita dalla corsa al ballottaggio al primo turno: “Mi auguro che governi bene Roma”.

Di Francesco Maiolo

Con ordinanza del 15 aprile 2016 il Commissario Tronca e la città di Roma dichiarano guerra all’Aedes albopictus più comunemente conosciuto come zanzara tigre. 
L’insetto di origine asiatica si è diffuso nella capitale sul finire degli anni Novanta e da allora puntualmente la onora della sua presenza nei mesi tra aprile e novembre in cui, l’aumento delle temperature e dell’umidità, favoriscono lo sviluppo delle larve e di conseguenza l’infestazione della città. Per contenere tale problema e salvaguardare la salute dei cittadini, è stata emessa l’ordinanza, divenuta immediatamente esecutiva, che stabilisce i comportamenti che, dal 15 aprile al 15 dicembre, l’organizzazione pubblica e i privati devono osservare al fine di prevenire e controllare le malattie trasmesse dalla zanzara tigre.
Oltre alle condizioni climatiche, la diffusione larvale dell’insetto è favorita da tutte quelle situazioni in cui sia presente acqua stagnante, ed è proprio questo che Tronca ordina di evitare. Così come lasciare l’erba alta e le sterpaglie in cui si annidano invece, le zanzare adulte.
La lotta larvicida deve avvenire mediante prodotti biologici, salvo i casi di eccessiva infestazione in cui è consentito l’utilizzo di trattamenti adulticidi.
Il problema della zanzare tigre riguarda tutti e per tutti nell’ordinanza sono indicati gli interventi da adottare. Ogni Municipio garantirà l’effettiva esecuzione del provvedimento per mezzo della Polizia municipale che effettuerà sopralluoghi e controlli sui trattamenti e prodotti utilizzatati per la disinfestazione. Qualora riscontri inadempienze è autorizzata ad applicare sanzioni che oscillano tra i 50 € e i 500 €.

Di Claudia De Nigris

Durante la giornata mondiale della Terra 2016 Papa Francesco si è presentato a sorpresa a Villa Borghese per sostenere l’iniziativa e continuare sulla strada già tracciata con la nascita della giornata per la cura del creato, istituita un anno fa dal pontefice. Deserto e foresta. Sono queste le due immagini a cui il Papa ha detto di aver pensato, ascoltando gli interventi alla manifestazione. “Il deserto è brutto, nel cuore come nelle città, nelle periferie”. 
Papa Francesco si è scagliato poi contro chi pensa solo al guadagno economico, che schiavizza la società: “In questo mondo sembra che se non paghi non puoi vivere. Al centro del mondo c’è il dio denaro e quelli che non possono avvicinarsi a questo dio rischiano fame, malattie e sfruttamento”. È “gratuità”, per Francesco, “la parola chiave per andare con gli altri e far sì che questo deserto diventi foresta”. 
Un’ennesima testimonianza di attenzione alla situazione ambientale del nostro pianeta, una questione che non è più rimandabile.

Di Valerio Bocci

Immersa nel verde di Villa Ada, l’antica residenza dei Savoia, vi è una piccola costruzione scavata in una collinetta, protetta da un cancello e poi, dopo una brevissima galleria, da una grande porta blindata, con a fianco una più piccola. Questa altri non è che il bunker pensato per accogliere la famiglia Savoia in caso di bombardamento aereo durante la II Guerra Mondiale, raggiungibile in macchina dalla Villa attraversando un sentiero di 600 metri, per poi accedere attraverso un passo carrabile alla grande porta blindata, che conduce a un parcheggio (dove si trova pure una sorta di citofono, forse collegato alla Residenza Reale), dal quale si può poi accedere al rifugio vero e proprio.
Entrati al suo interno, ci troviamo in un complesso sorprendente per l’epoca in cui è stato costruito: una camera ad alta pressione dotata di un sistema di filtri di depurazione e ricambio dell’aria, funzionante anche in maniera manuale attraverso i pedali di una specie di bicicletta, oltre che di un impianto elettrico e di ben due bagni (collegati a una Vasca Imhoff e a un pozzo a dispersione).
Insomma, una vera e propria piccola fortezza, pensata per tenere per poche ore i regnanti al suo interno, giusto il tempo di aspettare che i bombardamenti finissero (vista la mancanza di letti, vasche da bagno e docce).
Un luogo purtroppo dimenticato nel corso degli anni, perfino dallo stesso Governo, tanto da essere stato “oggetto di vandalismo, ricoperto da graffiti con motivi satanici” (il bunker era divenuto un luogo di messe nere), come afferma Adriano Morabito di Roma Sotterranea, uno dei fondatori dell’iniziativa, che afferma: “Abbiamo dovuto affrontare difficoltà di vario genere, sia logistiche, a causa della lontananza del luogo e per la mancanza di energia elettrica, fornita da un sistema di pannelli solari”. Si tratta di una testimonianza di un periodo, quello dall’Ottocento in poi, sostanzialmente ignorato dall’immaginario collettivo (a parte le grandi opere fasciste), che Roma Sotterranea ha voluto far tornare alla luce.
La cosa che però più sconcerta è ciò che riguarda il contributo che ha dato il Comune di Roma: “Ha solo indetto il bando e ci ha dato la concessione a guidare l’iniziativa, per il resto abbiamo dovuto fare tutto noi, finanziamenti compresi”. 
Fortunatamente le visite sembrano andare bene, tanto che se il trend positivo dovesse continuare, si potrebbero coprire le spese per i restauri, o addirittura avere un piccolo guadagno.
Vi è poi una targa all’ingresso: LA POLITICA NON VIOLI QUESTO LUOGO. DA QUI ESCA SOLO LA STORIA. “Un monito”, sempre secondo Morabito, “a non giudicare ideologicamente un luogo in base a ciò che hanno fatto i personaggi coinvolti con esso. Qui bisogna pensare alla storia, ai fatti, come quelli dei bombardamenti atroci di Roma, che si conta fossero arrivati a 55, nonostante fosse stata dichiarata Città Aperta, e vedere il bunker dei Savoia sotto questa prospettiva”.
Oltre alle visite guidate, prenotabili al costo di 12 euro a persona, sarà possibile visitare il bunker liberamente, ma senza guida, il prossimo 2 giugno (iniziativa già fatta il 25 aprile e il 1 maggio) pagando la cifra di 5 euro.

Si ringraziano ancora Adriano Morabito e Roma Sotterranea per l’intervista concessaci.

Di Simone Pacifici

Giovedì 28 aprile 2016 si è tenuto a Roma il II Congresso Nazionale dell’Unione Italiana Commercialisti dal titolo Commercialista 2.0. Un titolo eloquente per una professione ormai radicata nel tempo e che sente la necessità di innovarsi con l’obiettivo di innovare il sistema Paese. Con i saluti del Presidente dell’Unione Italiana Commercialisti, Domenico Posca, si sono tenute durante la giornata quattro tavole rotonde tutte con un filo conduttore, l’innovazione. 
Innovazione è una parola d’ordine ormai anche nell’ambito di una categoria professionale che negli ultimi anni ha subito una forte revisione nell’ambito delle proprie expertise sempre più settoriali, specialistiche messe a disposizione anche al settore pubblico oltre che a quello privato. 
È proprio in base al tema portante del congresso che i commercialisti riuniti in congresso hanno tentato di verificare quale sarà il futuro della categoria soprattutto pensando ai giovani professionisti e come riorganizzarsi partendo dal basso, ovvero dal proprio studio, fino a capire come innovare un sistema ordinistico ormai non più in linea con i tempi. 
Ma innovare significa anche altro: padronanza delle tecnologie e degli strumenti che migliorano e facilitano il lavoro quotidiano e scouting di nuovi mercati, soprattutto quelli emergenti dove il professionista riesce a offrire un grande supporto con le proprie competenze. 
Insomma, una vera rivoluzione si avvicenderà nei prossimi anni anche nella professione del commercialista, una volta ritenuto un semplice contabile e che oggi, invece, per restare sul mercato ha necessità di specializzarsi continuamente facendo si che la figura sia di grande riferimento in contesti multidisciplinari quali ad esempio la finanza, il fisco, il giudiziario, il controllo di gestione, la revisione aziendale. 
In pratica, il commercialista 2.0 soppianterà il vecchio e poco specializzato commercialista che vive solo di contabilità e darà spazio all’innovazione e alle competenze reali di ciascun professionista che avrà, tra le altre cose, l’obbligo, di crearsi il proprio network relazionale che trasformerà in un proprio vantaggio competitivo.

Di Donatella Carriera

Siamo tutti abituati a controllare la velocità della nostra automobile in prossimità di un avviso di autovelox sia su strade cittadine che extracittadine. In realtà Roma presenta delle arterie abbastanza grandi che invitano a schiacciare molto l’acceleratore se non fosse per il fatto che proprio nel settembre scorso è stato lo stesso Campidoglio a decidere l’ennesima stretta sui limiti di velocità. All’epoca furono proprio gli assessori alla Mobilità Stefano Esposito e ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci, in accordo con l’allora Sindaco, a chiedere al comando della Polizia Locale di installare immediatamente nuovi autovelox mobili sulla Cristoforo Colombo. 
E la stessa Polizia Locale di Roma Capitale in una nota del 31 marzo scorso comunica ai cittadini che dopo un periodo di fermo, dovuto alla manutenzione degli apparati fotografici, riparte l'operazione “Andate piano”, finalizzata al controllo del rispetto dei limiti di velocità sulle strade di Roma con l’obiettivo di favorire la sicurezza in città prevenendo e sanzionando i comportamenti scorretti e pericolosi.
Andate piano vuole essere un modo per educare automobilisti indisciplinati che percorrono soprattutto alcune strade romane quali ad esempio, via Leone XIII a Monteverde, via Pineta Sacchetti, l’Aurelia, la tangenziale, via Cristoforo Colombo. 
Quindi gli autovelox potrebbero essere considerati dei veri salvavita, visto che l’eccesso di velocità è la causa primaria degli incidenti mortali a Roma. 
Ma siamo sicuri che l’istallazione di questi apparecchi venga effettuata solo per la salvaguardia e la tutela dell’automobilista e non per far aumentare la liquidità nelle casse comunali?

Di Donatella Carriera

La scorsa settimana è stata approvata dal Consiglio della Regione Lazio una nuova norma che, tramite l’adeguamento della normativa regionale a quella nazionale ed europea, promuove e riconosce la più ampia tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini in qualità di consumatori e utenti di beni e servizi, svolgendo attività di informazione, formazione, educazione ed assistenza riguardo gli interessi economici e giuridici degli stessi. Il testo prevede l’istituzione del nuovo Registro regionale delle associazioni dei consumatori e degli utenti del Lazio, al quale possono essere iscritte le associazioni in possesso di specifici requisiti di rappresentatività. Dopo un anno, le associazioni che rispetteranno i criteri minimi potranno partecipare alle attività del Consiglio Regionale dei Consumatori e degli Utenti (Crcu), composto dall’assessore regionale competente e da un rappresentante per ciascuna delle associazioni dei consumatori iscritte nel registro, i cui principali compiti saranno la formulazione di studi, proposte e pareri.
Verrà istituito anche un Osservatorio dei prezzi e dei consumi, che svolgerà indagini e rilevazioni sui consumi, esami dell’andamento dei prezzi in materia di prodotti, prove comparate su standard qualitativi, e altro ancora.
Tramite il suo account Twitter il Presidente Nicola Zingaretti ha commentato: “Approvata la legge per i consumatori e per la trasparenza. Più tutele per i cittadini contro gli abusi. Basta parole, il Lazio cambia”.

Fonte: www.regione.lazio.it

Di Benedetta Carulli

Pubblicato il bando per manifestazione di interesse per la manutenzione delle strade sull’intero territorio del Municipio XIV. Può non sembrare una notizia interessante per i non addetti ai lavori, ma in realtà c’è qualcosa di più nella pubblicazione di questo bando. E’ il primo segnale di cambio passo rispetto al passato. Di fatti il XIV Municipio (ma non solo) è balzato alle cronache giudiziarie nei mesi passati per indagini e arresti legati agli affidamenti diretti su appalti sospetti per lavori di manutenzione per importi di circa due milioni di euro. Mazzette finite nelle tasche di funzionari pubblici infedeli per assicurare lavoro alle ditte amiche che fornivano materiale scadente per le strade. Ma non solo viabilità, anche asili, scuole, fogne. Tutto finito nel mirino della finanza e dell’anticorruzione. Il “trucco” a volerlo chiamare così, ma di fatto era una prassi consolidata e alla luce del giorno, era la “l’urgenza”, grazie alla quale si affidavano i lavori. Adesso pare delinearsi un nuovo percorso grazie anche al nuovo codice degli appalti e le linee guida dettate da Cantone (ANAC) che porterà alla riduzione degli affidamenti facili in favore di gare trasparenti. Si potrà affidare a ditte di fiducia dell’amministrazione il lavoro su importi sotto i 40.000 euro, ma presentando due preventivi e motivando pubblicamente la decisione. Ciò favorirà la concorrenza perché le aziende dovranno fare del loro meglio per aggiudicarsi i lavori, e gli stessi cittadini che potranno contare su opere eseguite come si conviene.

Bando del Municipio XIV: https://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1090064

Di Valerio Lofoco 

I cittadini romani stanno salutando le ASL RM A, B, C ed E, che lasciano il posto alle nuove ASL: Roma 1, che comprende A ed E, la ASL Roma 2, che nasce dall'unione di B e C, e la ASL Roma 3 che resta sostanzialmente invariata nei suoi confini rispetto alla Roma D. La Roma 1 servirà i municipi 1, 2, 3, 13, 14 e 15 con una popolazione di 1.050.682 abitanti, la Roma 2 i municipi 4, 5, 6, 7 e 9 per 1.290.266 abitanti, e infine la Roma 3 i municipi 10, 11, 12 e Fiumicino con 674.000 residenti. La riorganizzazione delle Asl romane, con il loro riordino dopo oltre 20 anni (la precedente pianificazione risaliva al 1993) e la riduzione da 5 a 3, è una nota positiva che accompagna una serie di passaggi favorevoli sull’organizzazione della sanità regionale attuati da Zingaretti e dalla sua giunta. 
Nonostante le polemiche che hanno accompagnato il decreto di fusione delle ASL (Decreto del Commissario ad acta della Regione Lazio – Delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013), in particolare da parte dell’ANAAO ASSOMED, uno dei principali sindacati medici, che lamentava il pressapochismo e i nuovi tagli previsti, il processo di fusione delle ASL è irreversibile ed è legato a due esigenze indispensabili per salvaguardare il principio universalistico del sistema sanitario regionale: migliorare l'uso delle risorse e rendere i servizi più efficienti. In un comunicato stampa la Regione Lazio, in prossimità della scadenza del piano di attuazione, ha ricordato che: “Non a caso questo processo è centrale in tutta Italia, dalla Toscana alla Lombardia si riorganizza il sistema su una dimensione di aree vaste, e la nostra proposta contenuta nei Piani operativi, va nell'identica direzione. Con la fusione delle ASL si realizzano economie di scala importanti per contenere la spesa senza toccare o limitare i servizi perché si riducono doppioni organizzativi e funzionali, si riduce il carico burocratico così come le spese per gli affitti.” 
Altra novità per la riduzione dei costi sono le nuove “aree di aggregazione” per lo svolgimento delle gare di acquisto, che non verranno più fatte dalle singole aziende, come avvenuto fino ad oggi. Le risorse recuperate dalla riduzione delle spese e delle duplicazioni oggi esistenti verranno impiegate per il potenziamento della rete territoriale.

Di Andrea Poliseno