Nell’immaginario collettivo, menzionare la parola Roma significa evocare nella mente delle persone il Colosseo, il Vaticano, per non parlare poi della Dolce Vita che ormai grandi produttori cinematografici hanno portato in tutto il mondo con l’obiettivo di attrarre turisti e incrementare così le entrate comunali ma non solo. L’associazione della parola Roma a questa tipologia di simboli è molto diversa per i romani che vivono la città ogni giorno e certamente non da turisti. Ecco allora che per i romani, veraci o di adozione, Roma viene associata ad una viabilità fortemente congestionata, ai trasporti inefficienti, alla scarsa pulizia della città, per non parlare poi, dell’abusivismo commerciale, delle buche onnipresenti sull’asfalto, degli allagamenti che si ripropongono con le copiose piogge degli ultimi anni, e non ultimo un forte degrado dei giardini pubblici. 
Insomma, tutto ciò che la storia e il cinema hanno costruito nell’immaginario collettivo per tanti anni, viene distrutto dalla mala gestione della macchina amministrativa che tiene conto delle priorità ed esigenze dei romani solo in fase di campagna elettorale per poi rientrare nel sistema del disservizio o addirittura del degrado che tutti i romani, turisti compresi stavolta, sono costretti a vivere ogni giorno. 
Dunque, basta guardarsi intorno e capire il degrado ambientale della città, che costringe gli abitanti a convivere con disservizi vari, così come ci conferma anche Giovanni Ceccaroni del Comitato XIV Municipio di Roma, sottolineando che tra i disservizi maggiormente presenti nel XVI Municipio c’è la questione del porta a porta, la manutenzione delle strade private ad uso pubblico e non ultimo i disservizi creati dal piano di razionalizzazione degli autobus. 
Niente di nuovo, allora. La Città Eterna porta con sé problemi eterni che cercheremo di analizzare puntualmente con il nostro giornale nelle prossime settimane.

Di Donatella Carriera

Tagli, sprechi e ancora tagli. Queste sono per uniche parole che abbiamo sentito negli ultimi anni sul Sistema Sanitario Nazionale. Ognuna delle ultime riforme ha previsto una riduzione dei finanziamenti sanitari che hanno portato i cittadini a fare delle scelte: se posso permettermelo vado dal privato, altrimenti non mi curo proprio. Ai tagli si associa anche il blocco del turn over nella pubblica amministrazione che va ormai avanti da quasi 10 anni, invecchiando e riducendo sempre di più lo staff medico, con ripercussioni sulla salute generale, del paziente e dei medici stessi. Ad oggi nel Lazio qualcosa si sta muovendo. Lo scorso novembre Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, aveva annunciato che, nei successivi 3 anni, 1.200 tra medici, infermieri e tecnici entreranno in servizio nei ranghi della sanità laziale. Come riportato su “Quotidiano Sanità Lazio” infatti, Zingaretti ha recentemente firmato un decreto che autorizza l’assunzione di: 15 medici (compresi gli specialisti) e 20 infermieri nell’ ASL di Viterbo; 13 medici, 16 infermieri, 4 ostetriche e 1 tecnico nell’ASL Roma 6 dei Castelli; 18 infermieri e 4 anestetisti per l’ASL di Latina. A questo si associa anche la stabilizzazione di circa 400 precari.
Nella stessa settimana il Ministro Lorenzin, durante la Puntata di Ballarò su Rai Tre, ha annunciato che il fondo per la sanità aumenterà a 113mld per il prossimo anno fino ad arrivare a 118mld nel 2018.
Che stia cambiando qualcosa per la nostra salute?

Di Andrea Poliseno

Jobs Act, Garanzia Giovani, Voucher INPS. Non si parla d’altro che di lavoro e l’ISTAT rincorre le inesattezze numeriche sull’andamento della disoccupazione, che politici e media pubblicano quotidianamente per dare segnali di speranza o d’allarme, secondo i punti di vista. Sta di fatto che la Regione Lazio è alla terza edizione del programma finanziato dal Fondo Sociale Europeo, Torno Subito 2016. Giovani dai 18 ai 35 anni, studenti o laureati, inoccupati o disoccupati e residenti o domiciliati nella Regione Lazio, potranno sottoporre i loro progetti di studio o lavoro fuori dalla Regione, in Italia o all’estero, per formarsi o apprendere i primi rudimenti del mestiere, per poi trasferire questo sapere nella propria regione. Non cervelli in fuga, ma che ritornano tutti (o quasi) nel proprio territorio per lavorare o costituire un’impresa. La novità maggiore infatti riguarda la possibilità di sviluppare un’idea all’interno di uno spazio di Co-working per un periodo da 3 a 6 mesi, pagato €600/mese. Si parte a Maggio e si conclude dopo 60 giorni la call per partecipare al bando, con un budget di 12 milioni di euro, che dovrebbero soddisfare i progetti di circa 1000 giovani. Il massimo finanziabile per corsi di formazione, alta formazione e master è €12.000 a cui si aggiungono i soldi per vitto, alloggio e viaggio ovunque nel mondo. Una bella occasione da cogliere al volo, ma preparandosi per inoltrare la domanda. A breve verrà pubblicato il bando sul sito http://www.tornosubito.laziodisu.it/ oppure su facebook https://www.facebook.com/ProgettoTornosubito/ Il 27 Aprile a Porta Futuro - Tor Vergata Facoltà di Economia sarà presentato il programma e potranno essere chiesti chiarimenti e curiosità su come partecipare.

Di Valerio Lofoco

Si è svolta il 22 Aprile scorso, la 1a Giornata Nazionale sulla Salute della Donna istituita da una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri nel giugno 2015, cadendo simbolicamente nel giorno della nascita del premio Nobel Rita Levi Montalcini. La richiesta di istituzione della Giornata, accolta dal Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, era stata presentata dal Ministro della Salute, dalla Fondazione Atena Onlus e dal Comitato Atena Donna, attive nel campo della divulgazione dei temi legati alle neuroscienze e alla prevenzione della salute della donna, dalla nascita sino alla senescenza.
Una giornata, dunque, fortemente voluta dal Ministro della Salute, Onorevole Beatrice Lorenzin, volta a portare all’attenzione di tutti, opinione pubblica compresa, l’universo femminile visto da angolature e specificità diverse, al quale i responsabili politici e gestionali della sanità pubblica dovrebbero avere una maggiore attenzione, visto l’impatto sul sistema sanitario, sociale ed economico nel complesso. 
L’evento ha avuto una forte integrazione con i social, in particolare con twitter, essendo stato creato un hashtag ufficiale #SD16 e ulteriori hashtag che hanno contraddistinto dieci tavoli tematici della giornata tra i quali #sessualità #fertilità #mamme #tumori #lavoro #mentalhealth #dipendenze #disturbialimentari.
In occasione della prima “Giornata Nazionale della salute donna” il Ministero della Salute ha dedicato al tema una monografia della collana Quaderni del Ministero della salute, sulle appropriatezze della sanità pubblica. La monografia affronta la tematica dai diversi punti di vista tenendo conto delle peculiarità del nostro sistema-paese, delle varie specialità mediche interessate e delle possibili ricadute per il cittadino, tenuto conto che già l’Organizzazione mondiale della sanità indica il genere come elemento portante per la promozione della salute finalizzata a sviluppare approcci terapeutici diversificati per le donne e per gli uomini

Di Donatella Carriera

In buona parte di Roma Nord è iniziata da diversi mesi la raccolta porta a porta dei rifiuti in modo da differenziarli e, magari, riciclarli. È uno dei temi più importanti che la città di Roma deve portare avanti per potersi definire una vera capitale europea. Eppure, nonostante i buoni propositi, i residenti coinvolti devono fare i conti con i kit per la raccolta mai arrivati a domicilio: una problematica che accomuna utenze da Cesano a Prima Porta e che va risolto il prima possibile per evitare che i cassonetti stradali si riempiano all’inverosimile.
Da qui la proposta del consigliere neo Lista Marchini, Giuliano Pandolfi, che ha suggerito alla Commissione Ambiente del Municipio XV di individuare due punti nei quali distribuire per una decina di giorni consecutivi i contenitori per la differenziata; kit per tutti per la buona riuscita dell’iniziativa e affinché nessuno abbia scuse o alibi per non impegnarsi in tale attività.

Di Valerio Bocci

Si chiama “Piano di attuazione del programma regionale per l’emergenza abitativa per Roma Capitale” ed è la delibera firmata nelle scorse ore dal commissario Francesco Paolo Tronca che contiene un elenco di 16 edifici occupati, da liberare in via prioritaria, e un secondo che riporta una lista di altri 74 stabili occupati, individuati nel corso degli anni “in base a criteri di priorità fissati dal tavolo tecnico istituito presso la Prefettura di Roma e stabiliti in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in quanto pericolanti, interessati da sequestro o causanti danni erariali”, spiegano dal Campidoglio. Gli sgomberi non procederanno in modo indiscriminato: gli stabili occupati, partendo dai primi 16 edifici individuati verranno liberati man mano che si renderanno disponibili gli alloggi per l’emergenza abitativa da assegnare sulla base del bando speciale. Ma il fronte resta caldo: circa cento abitanti delle case popolari, sostenuti dall’AS.I.A/USB, la scorsa settimana hanno occupato gli uffici dell’Assessorato alle Politiche Abitative della Regione Lazio per chiedere che venga subito discussa e approvata la regolarizzazione per gli inquilini senza titolo degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. L’emergenza abitativa a Roma deve essere affrontata. Come spiga l’AS.I.A/USB in una nota, “la soluzione non è certo quella individuata da Tronca che vuole sgomberare chi, dopo anni di abbandono del patrimonio ERP, è senza titolo, ma la regolarizzazione di tutti coloro che ne hanno diritto. Non è neanche quella approvata dalla Regione Lazio, che vuole svendere il patrimonio abitativo pubblico, di cui andrebbe invece aumentata la consistenza e curata la gestione e la manutenzione. I manifestanti chiedono non solo la sanatoria, ma anche che questa venga effettuata nei tempi previsti dalla legge costituendo uno spartiacque tra il prima e il dopo: il prima è un arco temporale di oltre 40 anni, durante i quali si è permesso che nelle case popolari accadesse di tutto; il dopo deve essere l’inizio di una gestione puntuale e trasparente dell’Edilizia Residenziale Pubblica, vissuta finalmente come un Bene Comune”. 
“Nessuno sarà messo in mezzo alla strada” ha dichiarato Tronca all’Avvenire. “Cercheremo di trovare soluzioni alternative e proporle ai destinatari dei provvedimenti di sgombero e di sfratto. Perché la legalità non può fare a meno della solidarietà. Altrimenti si trasforma in una burocrazia arida, che non porta a nulla, non innesca alcun processo virtuoso, ma è solo un inutile fiume di parole”. 
La situazione rimane comunque molto complessa: sono infatti più di 9 mila le persone in lista d’attesa a Roma per ottenere un alloggio di edilizia residenziale pubblica, quando c’è chi queste case le occupa da anni senza averne diritto.

Di Benedetta Carulli

Come ogni 22 aprile si è svolta la Giornata della Terra: in particolare quest’anno la cerimonia di inizio dell’evento ha visto la firma del nuovo accordo globale sul clima già approvato nell’ultima COP 21 svolta a Parigi. Mai come quest’anno la Giornata della Terra appare fondamentale per sensibilizzare tutti i cittadini del pianeta; il 2015 infatti è stato l’anno più caldo mai registrato. Per la cerimonia di firma dell’accordo erano presenti i leader di ben 165 Paesi del mondo.
Tutte le principali associazioni a tutela dell’Ambiente hanno sfruttato l’occasione per organizzare eventi e manifestazioni in tutto il mondo proponendo celebrazioni e rapporti riguardanti la difficile situazione del nostro Pianeta: l’attenzione quest’anno è stata puntata anche sugli sprechi alimentari, questo perché le statistiche ci mostrano che si produce troppo cibo che poi finisce nelle discariche. La produzione implica consumo di energia che così diventa inutile e dannoso: la Giornata ha provato a dare risposte concrete anche a questa problematica.

Di Valerio Bocci

Dall’8 al 24 aprile si è tenuta al Palazzo dell’Aeronautica di Roma una mostra, promossa dall’Aeronautica stessa, per celebrare l’aviatore della Prima Guerra Mondiale Francesco Baracca. Qui si sono potuti ammirare innumerevoli cimeli personali dell’aviatore, oltre che alla presentazione di un simulatore 3D col quale si poteva visitare l’aeroporto di Padova esattamente com’era nel 1918, così come era possibile pilotare il celeberrimo aereo SPAD di Baracca, il tutto completato da una visita nello stesso Palazzo (che sarà di nuovo aperto al pubblico il 7-8 maggio).
Francesco è stato uno dei più grandi aviatori che si siano mai distinti durante la Grande Guerra, dove l’Italia, che in quel momento la stava perdendo miseramente a terra, poteva contare su uomini intrepidi come il giovane di Lugo, che si distingueva per la sua grande abilità nel campo della guerra aerea (si dice che arrivò ad abbattere più di 60 aerei nemici, di cui uno sotto gli occhi del Re Vittorio Emanuele III, del quale si conquistò l’ammirazione). Una grande storia la sua, finita tragicamente il 19 giugno 1918 nei cieli in vicinanza di Treviso, molto probabilmente ucciso da un fante austriaco a terra (anche se secondo alcuni Baracca si sarebbe suicidato con la sua rivoltella in pieno volo, ormai destinato a precipitare col suo aereo, danneggiato irreparabilmente, per evitare di essere catturato dal nemico). Gli furono tributati funerali d’onore, ormai divenuto un simbolo dell’Italia.
Era figlio della contessa Paolina de Biancoli, che negli anni Venti, invitata a seguire un Gran Premio automobilistico a Savio, assistette alla vittoria di un giovane pilota modenese dell’Alfa Romeo. Quel ragazzo la lasciò talmente impressionata da convincerla a donargli lo stemma che suo figlio Francesco aveva impresso sul suo aereo, un cavallino rampante (simbolo del reggimento di cui l’aviatore aveva fatto parte in passato) pregandolo di metterlo sulle sue auto da corsa.
Il nome di quel giovane? Enzo Ferrari.

Di Simone Pacifici

“Energy to come, il diritto al futuro”. Sarà questo il tema della nona edizione del Festival dell’Energia che si svolgerà a Milano dal 12 al 14 maggio, promosso da Aris (Agenzia di Ricerche Informazione e Società) ed ospitato del Padiglione Unicredit e della Fondazione Catella. “Non c’è futuro senza innovazione, non c’è innovazione senza visione del cambiamento, non c’è visione del cambiamento senza sostenibilità: il legame tra questi elementi descrive in maniera precisa la nostra visione sul futuro dell’energia”, commenta Alessandro Beulcke, presidente di Aris.
Al centro del dibattito ci sono tre importanti tematiche che hanno influenzato fortemente gli eventi politici ed economici degli ultimi decenni: innovazione, sostenibilità e geopolitica. 
I primi due sono elementi cardine del processo di trasformazione e di uso efficiente delle risorse, prendendo in considerazione dei sistemi di crescita e di mobilità innovativi. Tutto questo richiede l’applicazione di nuove competenze e di nuovi modelli di business che si fondino sull’interconnessione dei mercati e tecnologie. Il fattore geopolitico è un fattore di forte rilievo poiché racchiude non solo variabili di tipo fisico ma anche di tipo politiche che fortemente influenzano le scelte pubbliche. La lotta ai cambiamenti climatici è un interesse comune tanto delle economie avanzate, quanto di quelle emergenti e dei Paesi più poveri e rappresenta una grande occasione di miglioramento ambientale se vengono attuate politiche adeguate.
Il Festival delle Energie rappresenterà sicuramente un momento importante di dialogo tra le istituzione e la politica, e di conoscenza per i “non addetti ai lavori”, ovvero il pubblico di non esperti che si interessa del futuro.

Di Simona Chiti

Giovedì 21 aprile verrà celebrato il 2769mo anniversario delle fondazione di Roma. Per l’occasione il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca ha presentato in Campidoglio il programma degli eventi previsti a partire da mercoledì 20 aprile e che proseguiranno fino al 6 maggio. Letture poetiche, concorsi di letteratura latina, concerti, installazioni d’arte, rievocazioni storiche e l’inaugurazione di due spazi storici appena restaurati: il giardino degli aranci e il giardino di piazza Cairoli. E ancora visite guidate, musei civici gratis e la nuova illuminazione del Foro Italico ad opera di Acea.
Ma quest’anno il Natale di Roma sarà all’insegna del caos: le sigle sindacali Faisa Cisal, Sul, Usb, Utl hanno indetto uno sciopero di quattro ore – inizialmente doveva durarne 24 – che inizierà alle 8.30 e interesserà tutte le linee di metropolitana, bus, tram e filobus gestiti dall’Atac, mentre le linee ferroviarie coinvolte sono la Roma-Lido, la Roma-Nord e la Termini-Centocelle. Ma non finisce qui. Sulla scia del malcontento dei dipendenti pubblici – per la revoca, da parte del commissario Tronca, del giorno festivo – altre cinque sigle (Usb, Cobas, Asbel, Usi e le Rsu indipendenti) hanno deciso di convocare un’assemblea sindacale in via del tempio di Giove, in Campidoglio. Anche se non è prevista una partecipazione di massa, il timore è che in molti approfittino dell’assemblea per entrare in servizio in ritardo, visto che come sottolineano gli stessi sindacati “la partecipazione all’assemblea non comporta alcuna riduzione di salario accessorio o di buoni pasto”. I primi ad andare in assemblea saranno i vigili urbani, insieme ai dipendenti del Servizio Giardini, dalle 7 alle 10. Dalle 7.30 alle 10.30 rischiano di restare sguarniti i turni delle maestre degli asili nido e degli impiegati degli uffici anagrafici e di stato civile.
Per le biblioteche e le scuole dell’infanzia, l’assemblea è prevista dalle 8 alle 11, così come per impiegati e funzionari di tutti gli altri servizi amministrativi e tecnici, dal Dipartimento di Urbanistica fino agli uffici del Patrimonio.
Si preannuncia una festa all’insegna del caos.

Fonte: www.comune.roma.it

Di Benedetta Carulli

È successo ancora. Altri bambini sono stati vittime di maltrattamenti da parte delle loro maestre. Ci troviamo a Roma, all’asilo comunale “Il nido nel parco” in via Francesco Scaduto, quartiere Aurelio. Tutto ha inizio a febbraio, quando alcune supplenti della struttura si accorgono dei modi non molto ortodossi che le tre maestre incriminate – due sono state sospese in via cautelare e una è agli arresti domiciliari – usavano nei confronti dei quattordici bambini della loro classe, di età compresa tra i 12 e i 24 mesi. Dopo aver sporto denuncia ai carabinieri, questi, mediante l’ausilio di telecamere, hanno potuto constatare che effettivamente i bambini sono stati sottoposti a maltrattamenti fisici e psicologici dalle tre educatrici.
I bambini venivano strattonati, afferrati di peso e trascinati da una parte all’altra degli ambienti scolastici; venivano ripetutamente costretti a mangiare e spesso gli veniva tappata la bocca per evitare che vomitassero. “Se non mangi ti faccio nero!” urla una delle donne a un bambino. “Toglimelo di mezzo che altrimenti oggi faccio qualche danno”. E ancora: “Non ti reggo più, sei la mia croce!”. I bambini venivano anche lasciati per lunghi periodi di tempo soli nelle carrozzine o legati nei passeggini. “Siamo sconcertati, è un fulmine al ciel sereno. Fino ad ora non avevamo nessun sentore”, dicono dalla scuola. “Io non mi sono mai accorto di niente” commenta un padre, “una cosa del genere nessuno l’avrebbe mai immaginata”, gli fa eco una madre.
“Non posso che esprimere il mio grande dispiacere per inammissibili fenomeni di violenza perpetrati verso i più piccoli”, afferma Valentino Mancinelli, presidente del Municipio XIII. “L’impegno dell’amministrazione prosegue con il massimo sforzo, perché sia garantito il più alto standard qualitativo dei servizi erogati nelle strutture educative del territorio, grazie alle tante educatrici che accolgono i bambini e svolgono con professionalità il loro lavoro”.

Fonte: Il Corriere della Sera

Di Benedetta Carulli