L’intelligence turca ha avuto un ruolo chiave nella liberazione di Silvia Romano

L’intelligence turca ha avuto un ruolo chiave nella liberazione di Silvia Romano

Silvia Romano, un’operatrice italiana rapita 18 mesi fa in Africa orientale, è atterrata a Roma domenica, un giorno dopo essere stata liberata, anche grazie all’assistenza dell’Organizzazione Nazionale di Intelligence della Turchia (MİT).

Gli uomini armati sequestrarono Silvia, che stava lavorava per un’organizzazione benefica italiana chiamata Africa Milele, nel Kenya sudorientale dal novembre 2018.

È stata trovata in Somalia, a circa 30 chilometri dalla capitale Mogadiscio, ed è stata rilasciata grazie agli sforzi dell’agenzia di intelligence esterna, ha affermato il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.

“C’è stata una collaborazione con i servizi segreti turchi del posto che l’hanno localizzata e per agire al momento giusto”, ribadisce il vice ministro degli Esteri Marina Sereni al canale televisivo LA7.

I media italiani hanno sottolineato che Romano è stata salvata grazie ad uno sforzo congiunto dei servizi segreti turchi, somali e italiani.

Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità del suo rapimento, anche se il gruppo terroristico al-Shabaab è il più sospettato.

Romano è atterrato all’aeroporto di Roma Ciampino a bordo di un volo speciale alle 14:00 circa.

“Sto bene, per fortuna, sia fisicamente che mentalmente. Ora voglio passare del tempo con la mia famiglia. Sono così felice di essere tornata dopo tutto questo tempo”, ha detto Romano all’arrivo in un video pubblicato sul sito del Corriere della Sera.

Accompagnata da uomini mascherati dei servizi segreti, Silvia si è tolta temporaneamente la maschera protettiva per salutare mentre scendeva i gradini del jet dell’Aeronautica Militare prima di abbracciare i parenti che l’aspettavano all’aeroporto.

È stata anche accolta dal primo ministro Giuseppe Conte e da Di Maio.

Nel suo quartiere natale di Milano, le campane della chiesa hanno suonato al suo arrivo e una folla di gente la salutata dai balconi.

Conte ha detto che la task force che ha lavorato per liberare Romano era nelle fasi finali “da mesi”, dopo aver avuto la prova che era ancora viva. Ha aggiunto che i dettagli non sono stati rivelati per non compromettere l’operazione.

Siamo lieti di dare il bentornato a Silvia in un momento così delicato per il Paese”. Lo Stato c’è sempre e ci sarà sempre”, ha detto Conte, che ringrazia gli sforzi dei servizi segreti, della magistratura, della difesa e del ministero degli Esteri, tutti coinvolti nel rilascio della giovane donna.

In questo momento sto letteralmente scoppiando di gioia”. Ma è difficile anche solo pensare, per favore lasciatemi respirare”. Devo resistere allo shock, la felicità è così grande che sto esplodendo”, ha detto domenica il padre di Silvia Enzo, citato da diversi giornali italiani.

Romano, che è andata in Kenya per fare volontariato per l’Africa Milele, ha detto che i suoi rapitori l’hanno trattata bene e le hanno promesso sicurezza.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa italiana ANSA, la ragazza romana è diventata musulmana di recente dopo aver letto il Corano, una decisione che ha preso da sola, senza alcuna pressione da parte dei sequestratori. Nell’articolo si affermava che Romano ha imparato l’arabo dai suoi rapitori che le hanno spiegato la loro cultura, infondendole un profondo rispetto verso l’Islam che l’ha portata gradualmente a convertirsi.

Nel frattempo, vari notiziari italiani hanno sottolineato l’impatto della Turchia nel processo di salvataggio, elogiando il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan per il suo successo. Il sito web Dan Insideover ha dichiarato che le regioni in cui era detenuta sono luoghi in cui la Turchia ha un grande impatto e questo processo di salvataggio è una “vittoria” per Erdoğan sotto “ogni aspetto”.

Leonardo Toti

Giornalista e imprenditore del digitale. Studioso di digital economy, web e finanza, appassionato di politica, si diletta scrivendo, viaggiando e facendo tanto ma tanto sport.

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