Questione euro: sarà Europa a due velocità?

La preoccupazioni della commissione europea sono molteplici, ma due su tutte sono le principali, l’euro e la Brexit. In tale contesto la possibilità di un Europa a due velocità diventa sempre meno remota. Questo è il “pensiero” di Angela Merkel che si fa largo in tale direzione, emerso nel corso del “vertice” sull’immigrazione tenutosi il 3 febbraio a La Valletta, nell’isola di Malta. Nel dopo vertice la Cancelliera tedesca ha inoltre aggiunto “Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un’Europa a differenti velocità e che non tutti parteciperanno ai vari passi dell’integrazione europea. Ritengo che questo potrebbe essere incluso nella dichiarazione di Roma”.

La domanda a questo punto sorgerebbe spontanea: l’Italia a quale Europa apparterrà? Sicuramente il blocco centrale verrebbe ad essere costituito da quei paesi che insieme alla Germania hanno un deficit contenuto nei parametri indicati e con un debito pubblico molto inferiore a quello dell’Italia. E’ facile quindi pensare che stati come Olanda, Danimarca e Svezia andrebbero a formare insieme alla Germania l’Europa di serie A. L’Italia potrebbe finire quindi insieme a quei paesi mediterranei che hanno gli stessi problemi strutturali anche se, prendendo la Spagna, si può notare che nel 2016 sono cresciuti di oltre il 3% in termini di PIL. Puntando la lente di ingrandimento su tale disegno europeo, in sostanza ogni singolo paese procederebbe verso ulteriori passi di integrazione solo se, e al momento in cui, sarebbe in grado di rispettare un certo tipo di parametri costringendo in sostanza a far convergere i paesi più deboli verso una maggiore stabilità dei conti e un minor rapporto debito pubblico PIL. La partita resta tutta da giocare e si vedrà nei mesi a seguire quale direzione si prenderà, perché le insidie all’unione sono molte e rischierebbero di far naufragare quel sogno dei padri fondatori, che ha regalato oltre mezzo secolo di pace e prosperità sul continente europeo. Un’Europa divisa, proprio come ci ha insegnato la storia, è fonte di instabilità e tensioni, e come affermava Winston Churchill: i confini o si passano con le merci o con gli eserciti.

Di Marco Feniello

Redazione

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