Il lago segreto di Vallerano

È più facile vederlo su Google Maps che dalla strada. Uno scrigno lacustre che sfugge agli occhi degli automobilisti che percorrono la via Laurentina. “Un lago a Vallerano? E da quando?”; sono di questo tipo, infatti, i commenti che si possono raccogliere tra i residenti del nuovo quartiere a sud del Raccordo.
Persone solite passare – anche quotidianamente – di fronte alla scritta “Cava Nenni – Proprietà privata” o iscritte ai corsi del vicino circolo sportivo. Habitué del tutto ignari del fatto che, oltre il terrapieno ai margini del parcheggio dello stesso centro ginnico, ci si possa ritrovare a guardare dall’alto uno specchio d’acqua paragonabile per dimensioni solo al più prossimo Laghetto dell’Eur. Tra l’altro, “Laghetto di Vallerano” suonerebbe anche abbastanza bene. Ma sui nomi ci si potrebbe sbizzarrire. Anche perché, formalmente, una denominazione ufficiale questo lago non ce l’ha. Per quelli che lo conoscono, esso è semplicemente “il lago formatosi nell’ex Cava Nenni” o “ex Cava Nenni” per gli amici.
In effetti, sono molti gli affezionati che vi si trovano a passare. Aironi bianchi, guardabuoi, specie diverse di anatre, ma anche volpi e cinghiali. Sono loro i principali frequentatori di questo specchio d’acqua e del suo circondario.
La fine dell’epoca della cava ha rappresentato per la Natura un nuovo inizio; sempre più specie hanno cominciato a popolare le rive di quello che era un lago in formazione. Alla base di una profonda cava di basalto, l’acqua aveva infatti cominciato a zampillare come fosse oro nero. E a guadagnarne, infatti, è stata proprio l’avifauna, che da allora nidifica sui rami degli alberi ormai quasi raggiunti dalle acque.
In effetti, lo stesso lago potrebbe essere visto come un enorme nido, a motivo delle imponenti pareti a strapiombo che lo circondano. Un nascondiglio perfetto, dunque, per i numerosi volatili della zona.
Questo enorme nido artificiale è finito quindi per diventare un tema di dibattito per numerosi appassionati bird-watchers che chiedono l’inclusione del lago nella Riserva Naturale di Decima Malafede, con lo scopo di salvaguardare l’ecosistema formatovisi. Il percorso per includerlo nell’area naturale è, in realtà, più complicato di quello che sembri. Il terreno è infatti ancora proprietà della ditta che operava nella Cava.
Ignari di tutto ciò, i numerosi uccelli continuano intanto a nidificare e a solcare il cielo sopra questo bellissima gemma della campagna laziale. Da lassù, il panorama deve essere ancora più bello. Altro che foto satellitari.

Gabriele Rizzi

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