Benvenuti al Babington’s, la sala da the vittoriana nel cuore di Roma

Non esiste luogo nella città eterna di oggi che non abbia a che fare con peculiarità storiche che lo contraddistinguano. Un occhio acuto riuscirebbe sicuramente ad accorgersi anche di quelli più particolari, magari nascosti dall’importanza di monumenti più comunemente conosciuti. E’ il caso del Babington’s, la sala da tè di Piazza di Spagna, la cui insegna in travertino con solidi caratteri in bronzo si fa notare nell’angolo del palazzo settecentesco alla destra della scalinata di Trinità dei monti e vicino al “Keats and Shelly Memorial House”, una volta terminata la passeggiata in via dei Condotti. Dopo la prima apertura in Via Due Macelli, durata circa un anno, Isabel e Anna spostarono il locale in Piazza di Spagna, nel “ghetto inglese”, nonché punto di ritrovo favorito dai viaggiatori anglosassoni dove “le signore e i signori, stanchi dopo la visita o occupati per motivi personali nel centro della città potevano, in un ambiente accogliente e gradevole, ristorarsi con una consolante tazza di tè…”

La sua storia ebbe inizio nel 1893, quando due giovani signorine inglesi, Isabel Cargill e Anna Maria Babington, decisero di investire tutti i loro risparmi, circa 100 sterline, per aprire una sala da tè e di lettura per la comunità inglese residente a Roma. Nonostante in Italia non vi fosse l’usanza di bere il tè, che all’epoca si poteva comprare solo in farmacia, cosa che non garantiva una buona riuscita dell’impresa, il locale riscosse un grandioso successo. Roma, in fin dei conti, era per gli inglesi una delle mete favorite del Gran Tour, viaggio di perfezionamento culturale inaugurato nel XVII secolo, le cui mete erano per lo più città italiane come Roma, e ancora in voga tra i ricchi aristocratici europei alla fine del ‘800.

L’inizio della Prima Guerra mondiale nel 1914, seguita dalla crisi di Wall Street nel ’29, anno in cui morì Anna Maria durante un soggiorno in Svizzera, comportò un graduale declino del Babington’s. La svolta avvenne per mezzo della sorella di Isabel, Annie, che investì tutti i suoi risparmi per rinnovare la sala, che in breve tempo si riempì nuovamente di clienti grazie al nuovo arredamento, più confortevole e accogliente. Dovendo pensare ad un logo per la sala da tè, Valerio prese ispirazione da Mascherino, un gatto che viveva a Piazza di Spagna e che sonnecchiava nei cuscini della sala del Babington’s. Ecco perché sulla porta d’ingresso della sala vi è posto un gatto dorato.

Gli anni ’40 portarono grandi novità per l’impresa: morta Isabel nel 1944, il locale passò nelle mani di sua figlia Dorothy che, finita la Seconda Guerra Mondiale, dovette adattare il locale alle nuove esigenze e tendenze del tempo richieste dal pubblico. Il Babington’s, oltre a realizzare dolci di qualsiasi genere per accompagnare la tazza di tè, ampliò la lista del menù arricchendolo con pietanze salate della tradizione inglese, come il “Canarino” e il riso Pilaff al curry. Il tè rimase sempre la bevanda più richiesta, per questo ricevette delle attenzioni esclusive nelle fasi della lavorazione e della miscela delle foglie. E’ così che il terzogenito di Dorothy, Valerio, in un magazzino di Londra diede vita alla prima miscela firmata Babington’s, il tè “Special Blend”.

I figli di Valerio, Chiara e Rory, nonché la quarta generazione che gestisce tutt’oggi il locale, negli ultimi tempi hanno festeggiato l’apertura del Babington’s Tea Shop, dove si possono comprare, oramai anche on-line, le diverse misture di tè di alta qualità, rinomati servizi da tè e tazze singole in fine “bone china” dal design esclusivo: il “verde Babington’s”, in uso dai primi anni del 1900, i decori vittoriani, la ricchezza dell’oro e l’eleganza delle linee interpretate con grande maestria, senza contare le teiere, i cucchiaini, i contenitori per tè e zucchero, le lattiere e i bricchi per l’acqua calda tutti rigorosamente in vero argento. Insomma, oggetti da veri amanti del tè inglese, usati chiaramente anche all’interno della sala come da tradizione, contenenti pietanze della tradizione per far rivivere il sentimento della cultura della Londra Vittoriana.

In questo salotto nel cuore di Roma tutt’oggi si danno appuntamento personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, un tempo addirittura i membri delle famiglie reali che passavano di lì per un momento di relax dopo l’impegno delle visite istituzionali, ma è ovviamente aperto a tutti i clienti che vogliano fare un’esperienza veramente unica, “Perché – come ci testimoniano i proprietari del Babington’s – il tè esalta armoniosamente il gusto di ogni proposta, sia salata che dolce, asseconda il mood, accompagna una conversazione e rafforza le amicizie. Al di là di ogni cultura, di ogni tempo e di ogni età”.

Di Francesco Giacomo Riu

Francesco Riu

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