Atac, la mancanza di sicurezza getta nel terrore gli autisti. Si profila intervento deciso delle Forze dell’Ordine

I romani sono ancora sconvolti dalle immagini che da qualche giorno circolano sulla Rete, nelle quali l’8 maggio scorso un autista Atac del bus 786 ha investito – per fortuna senza gravi conseguenze – un uomo col quale, secondo le ricostruzioni, avrebbe avuto una discussione perché questi voleva salire sull’autobus con i suoi cani, quattro o cinque. Il conducente ha dichiarato alle Forze dell’Ordine che il pedone, già conosciuto nella sua zona come un tipo rissoso e tendente al litigio con altri autisti, ha cominciato a dare in escandescenze, arrivando a minacciarlo e a scagliarsi contro il mezzo.

Fatto che comunque non giustifica il gesto visto nel video diffuso dall’ex pasionaria Micaela Quintavalle, poi rimosso per le minacce da lei ricevute, e che ha convinto la polizia a denunciare il conducente. Atac ha subito fatto sapere di aver sospeso il reo, A.D., che sarebbe anche a rischio licenziamento. 

L’evento ha avuto una risonanza tale che a poche ore dall’uscita del video è avvenuta la rappresaglia: un altro 786, in via Casetta Mattei, è stato preso a sassate, le quali, secondo le dichiarazioni di Atac, hanno distrutto il vetro del lato posteriore sinistro. 

Gli autisti che lavorano nelle periferie ormai vivono perennemente nella paura, e ciò ha spinto le autorità cittadine ad aggiungere Corviale alla sperimentazione, iniziata lo scorso 18 febbraio e in continua espansione, del servizio di sorveglianza ai punti di Roma considerati nevralgici, che al momento sono quindici: piazza dei Cinquecento (Termini), Anagnina, Verano, Laurentina, Lido Centro, piazza Mancini, Ponte Mammolo, Tiburtina, Grotte Celoni, piazzale Clodio, largo Preneste, piazzale dell’Agricoltura, Cornelia, Monte Mario e l’area dell’ex manicomio di Santa Maria della Pietà. 

La situazione attuale richiede un intervento deciso da parte delle autorità competenti, che devono fare i conti con una situazione molto difficile che mette paura agli addetti ai lavori e ai semplici cittadini.

Di Simone Pacifici 

Simone Pacifici

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